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domenica 7 febbraio 2016

Trapezio

Le associazioni spontanee che il cervello fa sono sempre degne di attenzione.
Ad esempio, oggi, reduce da una visita al Mudec, me ne torno a casa con una foto nel cellulare.
La foto è questa:



Si tratta di una statuina di legno, africana.
A parte tutto ciò che di lei si poteva dire, a me della sua africanità interessava poco.
Quel che più mi colpiva era qualcosa che l'oggetto aveva messo in moto ai piani alti, quelle cose, appunto, che il cervello si mette ad elaborare quasi di nascosto, mentre manda avanti la baracca e sovrintende a tutto il resto, salvo poi risputarti fuori l'argomento quando ha deciso cosa farci.
In sostanza la postura mi ricordava qualcosa di ben più europeo e contemporaneo che inizialmente non focalizzavo.
Poi ecco la luce:



Il tipo fotografato sul retro di Transformer, album del...boh 73? di Lou Reed.
La sbandata glam di Lou Reed per precisare, quando lui, truccato da Ziggy in persona, si presentava con zeppe, ombretto e unghie dipinte di nero.
I pezzi inclusi, che lì potete vedere, vi danno la misura dell'opera.
E la foto, quella della minchia del soggetto, invero atomica.
Tutto soddisfatto dell'intuizione mi dispongo ad accendere la Playstation, salvo poi sentire che il parto non é concluso, forse un gemello?
Sì, perché subito mi viene il pensiero di un'altra immagine, questa:



Che è invece la copertina di The Idiot, Iggy Pop anno '77.
Posizione assimilabile al minchiuto e quindi alla statuina apotropaica, ma anche legata in qualche modo a Lou Reed attraverso Bowie, che, non pago di creare quel che creava per sé, aveva pure prodotto il lavoro di Reed e addirittura scritto questo per l'Iguana...
Dico addirittura perché, nel secondo caso, in quel 1977, il Duca Bianco ebbe la forza creativa sufficiente per comporre Low, Heroes, The idiot e pure Lust For Life, sempre per Pop.
Come ci sia riuscito non lo so, ma giustifica pienamente quello che il mondo ha detto di lui dopo che se ne è andato a gennaio.
Ma, dato che le contrazioni continuavano, ho riaperto le gambe e ho spinto, per vedere cosa ancora dovevo partorire:



Questo.
Notate analogie con la copertina di The Idiot?
Esatto, si ispira a questo dipinto di Erich Heckel che si intitola Roquairol, dei primi anni del novecento, figlio di un movimento, l'espressionismo tedesco, che ha segnato pittura, cinema, grafica e chissà cos'altro.
Questa faccenda di trovare un aggancio tra cose diverse mi ha fatto visualizzare fugacemente un trapezio, che deve essere afferrato al volo per non cadere di sotto e continuare le evoluzioni, esattamente come si afferra un pensiero per la coda scoprendo che si porta appiccicati addosso altri pensieri, altri mondi.
A questo serve leggere, brutti stronzi che non lo fate, a conoscere più cose del mondo e a stupirsene, e goderne, e a sentirsi meno di passaggio, meno precari in questo nonsense che viviamo.
Uhm... trapezio pensavo... trapezio... e di nuovo una contrazione:




Voilà, Trapezio: Renatone anno 1976, terzo album della carriera, che ha, guarda caso, punti di contatto col resto del discorso fatto, non foss'altro per il fatto che allora il suo travestitismo era stato accostato proprio al glam di Bowie del '72-'73 (con anni di ritardo, ma siamo italiani, non scordiamolo mai).

Basta, credo.
Il filone mi pare si esaurisca qui.
Certo che se una singola statuina fa questo effetto, chissà cosa può sortire una statuona?

giovedì 21 novembre 2013

Alcuni grandi ritratti

"Cosa sarebbe un grande uomo senza una grande donna al suo fianco?
Sarebbe un grande uomo coi calzini bucati."

Scusatemi.
Mi pento profondamente di ciò che ho scritto.
Non vorrei risultare falsamente maschilista (è così) tantopiù che per me la donna è un tempio e mi ci accosto solo a capo chino e coperto, conscio della mia pochezza di genere.
Volevo solo avvicinarmi di soppiatto a due coppie tipo, così da corroborare l'assunto di partenza.
Silvio
Superciuk
                            

Costoro ad esempio, sono entrambi grandi uomini.
Diversamente da quanto si possa credere possiedono un gran numero di affinità: sono entrambi benefattori (entrambi rubano ai poveri per dare ai ricchi), personalità stimate pubblicamente, l'uno come supereroe, l'altro come statista ( nella vita privata invece uno è spazzino, l'altro pregiudicato), entrambi consumano grandi quantità di barbera (uno perché è noto, l'altro dimostrandolo ogni volta che apre bocca).
Ed infatti, come dicevo, tale eccezionalità non può essere considerata senza l'altra metà del loro cielo, eccezionale anch'esso.
                                                                                           








Beppa Giosef
Veronica Lario
Personalità altrettanto forti di quelle dei mariti: donne di grande fermezza entrambe (usa all'utilizzo di armi la prima, attrice mancata la seconda ma altrettanto usa all'utilizzo di armi specie dopo il divorzio l'altra) e simili nelle esperienze coniugali, nelle quali, restando più o meno nell'ombra, hanno sorretto i loro uomini quando erano dubbiosi, spronati quando erano tentennanti, accolti quando erano sperduti.
Una s'è poi stufata e ha preteso anche, ma per una forma di perniciosa galanteria non vi dirò chi.

Mentre vergo queste poche righe, ascolto Iggy Pop.
Non c'è nessun collegamento tra le due cose, solo sono incredulo nel leggere 1970 come data di pubblicazione di questo album di Iggy e degli Stooges, il loro secondo, che si chiama FUN HOUSE  e suona duro e puro come e più di tutto l'hard rock e protopunk del decennio (il primo, omonimo, è bello uguale).
E poi Iggy Pop è stato il primo a fare stage diving, oltre a vomitare e mostrare lo scroto sul palco (no, forse l'aveva anticipato Morrison... boh*) 
Lui è un altro di quelli che fa una cosa perché gli piace così, poi tutti si accorgono che nessuno prima ci aveva pensato e ci si buttano.
Qui da noi si ascoltavano Sergio Endrigo e Orietta Berti per dire, in quello stesso momento, paura eh?

*p.s.

Un Nuvola NOve regalato a chi mi toglie il dubbio su chi prima abbia estratto i coglioni on stage.